Quando da piccolo ti dicevano “smettila di giocare a Mario, non ti servirà nella vita”, è perché non avevano mai sentito parlare di Super Nintendo World agli Universal Studios Japan. Spoiler: avevo ragione io, mamma.
L’inizio dell’avventura: code, sudore e QR code
Arrivati all’Universal Studios di Osaka, già sapevo: il vero boss finale non è Bowser, ma la fila per entrare nel parco. Dopo aver scansionato almeno 3 QR code, accettato i termini e condizioni in giapponese (senza leggerli ovviamente) e fatto stretching da maratoneta, finalmente… il tubo verde.
Sì, si entra davvero in Super Nintendo World attraverso un tubo verde. E da lì in poi, la realtà si piega: blocchi “?” ovunque, funghi giganti, colline felici e Toad che ti accoglie con la voce più stridula della storia.
Power-Up Band: quando anche la tua dignità ha un prezzo
Appena entrato, ti rendi conto che tutti stanno colpendo i blocchi con il polso, come se avessero superpoteri. Spoiler: non li hanno. Hanno solo comprato il Power-Up Band, il braccialetto interattivo che ti permette di guadagnare monete, completare missioni e perdere il senso del tempo.
L’ho comprato? Ovviamente sì. Ho battuto dei bambini nella sfida contro Bowser Jr.? Forse. Ma senza prove video, resta una leggenda.
Le attrazioni: Mario Kart o Fast & Furiosi in versione fungo
Il cuore pulsante è la spettacolare “Mario Kart: Koopa’s Challenge”, un ibrido geniale tra realtà aumentata, pista vera e delirio totale. Indossi un visore, sali su un kart, spari gusci rossi e cerchi di non sbandare mentre il cervello cerca di capire dove finisce il videogioco e dove inizia il mal di mare.
Ma attenzione… il vero game changer è arrivato da poco: il nuovo mondo di DONKEY KONG.

Donkey Kong Country: benvenuto nella giungla (e nell’infarto)
Aperta recentemente, Donkey Kong Country è un’espansione spettacolare che sembra costruita da chi ha giocato ore e ore al SNES nei ’90 (quindi: me). Con il suo look da foresta tropicale e le percussioni tribali in sottofondo, ti sembra di essere catapultato in un cartone animato interattivo.
L’attrazione principale, “Mine-Cart Madness”, è un capolavoro: un coaster che simula le mitiche carrellate sui binari, con effetti che ti fanno sembrare di saltare da una rotaia all’altra. Cioè, sei dentro il gioco. Gridare è facoltativo ma inevitabile.
Spoiler tecnico: grazie a un meccanismo che separa il carrello dai binari visibili, sembra davvero che tu stia “volando nel vuoto” come nel videogioco. La tecnologia qui non scherza.
Snack nerd e souvenir discutibili
Una menzione speciale agli snack: ho mangiato un panino a forma di fungo, bevuto una soda rosa di Peach e assaggiato dei popcorn gusto “barbecue di Koopa Troopa” (non fate domande). Tutto buono, tutto assurdo.
E poi il negozio. Ah, il negozio. Magliette, pupazzi, cappelli di Luigi con baffi incorporati. Ho comprato cose che non sapevo di volere. Ora ho un porta-bacchette di Bowser. E ne vado fiero.

Conclusione: se ami Nintendo, prepara cuore e portafoglio
Super Nintendo World è un colpo di genio e un colpo al conto in banca. Ma ne vale ogni secondo e ogni yen. Tra la nostalgia pixelata, le attrazioni immersive e la nuova area di Donkey Kong che ridefinisce cosa significa “tema”, è l’esperienza perfetta per ogni gamer… e anche per chi non sa chi sia Yoshi ma ama farsi sorprendere.











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