dove le statue portafortuna prendono vita a Shigaraki

In Giappone esiste un luogo dove migliaia di tanuki ti osservano da ogni angolo della strada. Alcuni sono grandi quanto una tazza da tè. Altri superano l’altezza di una persona. Alcuni sorridono davanti ai ristoranti, altri stringono una bottiglia di sakè come vecchi clienti abituali di una locanda.

Benvenuti a Shigaraki, il villaggio giapponese dei tanuki.

Nel cuore della prefettura di Shiga, non lontano dal lago Biwa — il più grande del Giappone — esiste una cittadina famosa in tutto il Paese per una tradizione tanto particolare quanto irresistibile: la produzione delle statue di tanuki in ceramica, simboli di fortuna, prosperità e buonumore.

E no, non sono procioni.

Cos’è davvero un tanuki?

Il tanuki (Nyctereutes procyonoides) è un animale reale, conosciuto in italiano come cane procione o cane viverrino. In Giappone però è molto più di un semplice animale: è una creatura del folklore, uno spirito trasformista, dispettoso e misterioso, protagonista di leggende antichissime.

Nella cultura popolare giapponese il tanuki è associato alla fortuna, al commercio e alla prosperità economica. Per questo motivo le sue statue vengono spesso collocate all’ingresso di ristoranti, izakaya, negozi e locande.

Se hai viaggiato in Giappone, probabilmente ne hai già visto uno senza sapere cosa fosse: pancione rotondo, cappello di paglia, bottiglia di sakè in mano e un’espressione vagamente ubriaca ma rassicurante.

Shigaraki: la città delle ceramiche e dei tanuki

La cittadina di Shigaraki, oggi parte della città di Koka nella prefettura di Shiga, è uno dei centri ceramici più antichi del Giappone.

Qui nasce lo Shigaraki-yaki, uno dei celebri Sei Antichi Forni del Giappone, una tradizione ceramica che esiste da secoli. In passato venivano prodotti soprattutto oggetti pratici: teiere, vasi, contenitori per il riso e utensili quotidiani.

Poi, all’inizio del Novecento, qualcuno decise di divertirsi.

Secondo la tradizione, il primo tanuki in ceramica venne creato intorno al 1900 da un artigiano locale quasi per scherzo. Nessuno immaginava che quella figura buffa sarebbe diventata uno dei simboli più riconoscibili del Giappone.

Oggi i tanuki sono ovunque a Shigaraki.

Li trovi davanti alle case, lungo le strade, sui marciapiedi della stazione ferroviaria e persino nei giardini pubblici. L’intera città sembra vivere sotto la protezione sorridente di questi spiriti panciuti.

Il significato nascosto delle statue di tanuki

Le statue tradizionali di tanuki non sono casuali: ogni elemento ha un significato preciso legato alla fortuna e alla prosperità.

Secondo la tradizione giapponese, il tanuki contiene gli otto simboli beneauguranti chiamati Hasso Engi.

Ecco alcuni dei dettagli più famosi:

  • Il cappello di paglia protegge dalle disgrazie
  • Gli occhi grandi aiutano a osservare bene il mondo e prendere decisioni sagge
  • La bottiglia di sakè rappresenta la virtù e i buoni rapporti umani
  • Il pancione simboleggia calma e generosità
  • Il sorriso invita alla cordialità e alla prosperità

Persino il nome “tanuki” viene associato a un gioco di parole giapponese: “ta o nuku”, cioè “superare gli altri”, diventando quindi simbolo di successo negli affari e nella vita.

In pratica, è il portafortuna definitivo del commerciante giapponese.

Il villaggio dei tanuki: Shigaraki Touen Tanuki Village

Il luogo più famoso della città è lo Shigaraki Touen Tanuki Village, un complesso dedicato completamente all’universo dei tanuki.

Qui si trova una delle collezioni più grandi del Giappone, comprese enormi statue considerate tra le più grandi del Paese. Appena si entra si viene accolti da giganteschi tanuki in ceramica che sembrano usciti da un film dello Studio Ghibli dopo qualche bicchiere di sakè.

Uno dei punti più fotografati è il grande torii circondato da tanuki sorridenti, una scena così surreale da sembrare un parco tematico dedicato al folklore giapponese.

Ma il villaggio non è solo un museo.

I visitatori possono partecipare a laboratori di ceramica e dipingere il proprio tanuki personale, creando un souvenir unico del viaggio in Giappone. Negli ultimi anni l’esperienza è diventata molto popolare anche tra i turisti stranieri.

Quando l’imperatore rese famosi i tanuki

Le statue di Shigaraki divennero celebri in tutto il Giappone nel 1951 grazie a un evento inaspettato.

Durante una visita ufficiale dell’imperatore Hirohito — conosciuto postumo come imperatore Showa — gli abitanti disposero numerose statue di tanuki lungo la strada per accoglierlo.

L’imperatore rimase colpito dalla scena e compose persino una poesia dedicata ai tanuki di Shigaraki.

Dopo quell’episodio, le statue esplosero in popolarità in tutto il Paese e iniziarono a comparire davanti a ristoranti, negozi e ryokan in ogni angolo del Giappone.

Perché visitare Shigaraki oggi

Shigaraki è una destinazione perfetta per chi cerca un Giappone diverso da Tokyo e Kyoto.

Qui non trovi grattacieli o neon infiniti. Trovi invece laboratori artigianali, strade tranquille, forni antichi e migliaia di tanuki che sembrano osservare silenziosamente il passare del tempo.

È uno di quei luoghi dove il Giappone tradizionale e quello surreale convivono perfettamente.

Puoi passeggiare tra le botteghe di ceramica, visitare i kiln storici, provare esperienze artigianali e tornare a casa con un tanuki dipinto da te.

Oppure semplicemente sederti davanti a una vecchia locanda e chiederti perché un cane procione con una bottiglia di sakè riesca a trasmettere così tanta serenità.

Come arrivare a Shigaraki

Shigaraki si trova nella prefettura di Shiga, facilmente raggiungibile da Kyoto e Osaka.

Da Kyoto:

  • circa 1 ora e 30 minuti in treno

Da Osaka:

  • circa 2 ore

La stazione di Shigaraki è già una piccola attrazione: sul binario troverai enormi statue di tanuki che ti danno il benvenuto appena scendi dal treno.

Un Giappone che sorride

In un Paese spesso raccontato attraverso samurai, templi zen e tecnologia futuristica, Shigaraki mostra un volto diverso del Giappone: ironico, artigianale e profondamente umano.

Perché forse il vero simbolo della fortuna giapponese non è un drago, né una katana leggendaria.

Ma un tanuki panciuto con un cappello di paglia e una bottiglia di sakè, fermo davanti a una piccola locanda di provincia, che sorride ai viaggiatori da oltre cento anni.